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Se ami non essere complice

 

Quante volte permettiamo alle persone che amiamo di più, a cui siamo più legate di ricattarci emotivamente?
Veniamo minacciati in modo più o meno esplicito di essere puniti se le loro aspettative saranno disattese.


Usano la nostra paura.
La paura di perderle, di essere respinti, non esistere e di morire senza loro.
Mettono in atto ricatti più sottili e fanno leva sulla compassione e il sentirci responsabili per loro.

 

E c'è chi ci minaccia informando che se non si farà quello che vogliono ne saranno così turbati da non riuscire più a comportarsi normalmente.
Minacciano di danneggiare la loro vita, di farsi del male, di mettere in pericolo la loro salute e felicità.
Chi ci tiene a farci sapere in modo preciso che se soffrirà la colpa sarà solo nostra.

Sono abili nel mascherare e quando c'è ne si rende conto, si tende a mettere in dubbio la propria percezione a scapito di quello che sta accadendo realmente.
Di conseguenza, ci si sente a disagio, usati e defraudati dell'amore che si prova.
Si corre il rischio di avere dubbi sulla propria capacità di fare quello che veramente si vuole, e che fa star bene, mettendo in discussione la propria autostima.

 

Come uscirne?

Riconoscendo cosa sta succedendo e rendendosi conto di trovarsi implicati nelle modalità relazionali di un ricatto morale.
Cercare di capire quali sono le profonde motivazioni da cui traggono origine tali modalità cercando di correggere i comportamenti che ci fanno star male.

È essenziale parlare, fare chiarezza, definire la propria posizione, mettere in luce i sentimenti che si provano, affermare ciò di cui si ha bisogno, indicare ciò che si è o non si è disposti ad accettare.
Dare la possibilità all’altro di esprimersi allo stesso modo e quindi lasciare all’altro la possibilità di scegliere liberamente ciò che intende fare accettando poi le sue decisioni.


Dobbiamo accettare il cambiamento, saper rischiare e tollerare che un comportamento adeguato possa anche avere come risultato immediato, seppur provvisorio, un disagio ancora maggiore rispetto a quello già sperimentato.
Tutto questo in vista di un maggior benessere personale e di un miglior funzionamento delle relazioni nelle quali siamo implicati.

 

Se ami davvero non essere complice dell'infelicità.

 

Deborah

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